L'artigianato

L'artigianato dei borghi nolani è connesso e intrecciato ad ogni aspetto della vita dell'uomo. Espressione della cultura locale, è sempre stato qualcosa di più che la semplice produzione di utensili per la necessità quotidiana e ha raggiunto risultati di alto valore estetico che la tradizione ha mantenuto viva nel tempo. Celebre è la lavorazione della cartapesta, sorta a Nola intorno alla fabbrica del Duomo. L'origine di tale produzione, risalente all'età barocca, è dedita alla realizzazione di apparati decorativi finemente lavorati a rilievo e adoperati per la vestizione del Giglio, l'imponente obelisco di legno che sfila per le strade della città, durante la ricorrenza della festività di San Paolino vescovo.

I pannelli che rivestono le guglie e gli obelischi vengono ricoperti da un miscuglio di colla di farina e carta, finemente decorata, e trattata dalle sapienti mani degli artigiani, che uniscono, così, alla duttilità della materia, la creatività della professione e la devozione al culto religioso.

Altro banco di prova delle maestranze della cartapesta è rappresentato dalle kermesse carnevalesche di  Palma Campania e Saviano. Proprio la cura nella realizzazione dei carri allegorici ha fatto assurgere le due manifestazioni carnascialesche nostrane a fama nazionale.

L'arte del "cartapestare" si è confrontata, nel tempo, con materiali e procedimenti lavorativi diversi: prima legno e ferro, oggi anche resine, composti altri e stoffe, che hanno contribuito alla messa in opera di moderne produzioni nei settori dell'oggettistica e complementi d'arredo, come cornici, vasi, bomboniere, tutti oggetti scrupolosamente realizzati a mano.

Protagonista indiscusso nella produzione e nella lavorazione della cera è il borgo di Liveri. È qui, infatti, che nascono e si sviluppano quelle cererie che hanno acquistato, nel corso del tempo, un peso sempre più rilevante nella costruzione dell'economia locale. La trasformazione della materia prima, effettuata attraverso l'utilizzo di pregiate paraffine, assicura una combustione perfetta e di lunga durata. La gamma di prodotto, dall'originario cero votivo, si è pian piano ampliata fino a comprendere la realizzazione di candele dalle forme eleganti ed esclusive, oltre che classiche, arricchite da energici colori e delicati profumi. Veri e propri oggetti d'arte, insomma, largamente richiesti per personalizzare l'abitare. L'uso delle candele, consolidato nei paesi nordici, ha ormai conquistato anche il Mediterraneo, favorendo, in questo modo, la già affermata tradizione dei maestri ceraioli di Liveri.

La presenza sul territorio di arti minori - arti cioè che hanno all'oggi una modesta diffusione, ma che vantano una tradizione antica - coinvolge la lavorazione del ferro battuto (particolare della ringhiera del Teatro Umbero di Nola), la produzione di oggettistica in legno, il restauro del mobile, la manifattura di stucchi pregiati, l'intreccio della paglia e l'esecuzione di manufatti artistici in pietra di tufo.

Nelle campagne dell'area nolana la bottega del fabbro, ancora negli anni '60, era un valido supporto alle attività rurali, producendo vanghe, vomeri e roncole. A questa produzione si affiancava la forgiatura del ferro per ottenere cancelli e oggetti di genere più decorativo. Oggi, i non molti artigiani del ferro battuto che ancora operano proseguono con orgoglio un'attività appresa in tenera età, dando forma a pregiati oggetti che completano l'arredo di interni ed esterni. Ringhiere, testiere di letti, tavolini, sedie, lampade, in una gamma che va da forme più tradizionali ad altre decisamente moderne, per seguire l'evoluzione del gusto.

La lavorazione del legno si è espressa nella storia nolana a due livelli: quello popolare della fabbricazione di oggetti per la vita e il lavoro nelle campagne, e quello colto dell'intarsio, che ha decorato gli interni di chiese e palazzi tra Rinascimento e Barocco. È il caso del coro ligneo in Sant'Angelo in Palco a Nola, opera di Giovanno Merliano.

Oggi, gli artigiani si dedicano al legno prevalentemente nella fase delicata del suo recupero. Grazie alla loro maestria nel restauro del mobile, un vecchio oggetto ritorna all'originario splendore restituendogli il valore affettivo e commerciale. Altri laboratori si dedicano alla realizzazione di piccoli oggetti come le nacchere e le tammorre, per le quali la perfetta conoscenza dei fondamenti tecnici della costruzione è la base su cui si innesta la sensibilità dell'artigiano. La pazienza, poi, governa il lavoro degli artigiani che realizzano telai e sculture in legno.

La lavorazione degli stucchi risale al secolo scorso. Tecniche e disegni medievali e rinascimentali sono stati recuperati fedelmente da artigiani che utilizzano ancora oggi secolari calchi. San Paolo Bel Sito ha una produzione pregevole di stucchi, decorati con antichi motivi geometrici.

Un modo naturale di promuovere l'economia del paese era esporre sulla soglia della propria casa o nei cortili le manifatture create, come gli oggetti realizzati in fibre naturali sapientemente intrecciate: sedie impagliate, borse, sporte, scope e cappelli. Oggi sopravvive qualche impagliatore di sedie, un mestiere un tempo ben più diffuso.

Maggiore diffusione ha la pratica della lavorazione del tufo, proveniente dalle cave estrattive del territorio. Il metodo di lavorazione adottato è "battitura della pietra", una tecnica artigianale che richiede maestria e vocazione artistica. Ancora oggi gli strumenti principali sono lo scalpello e il martello.